Una pagina di storia poco conosciuta, che ci riporta a inizio secolo scorso, all’epopea dei primi aerei, dei loro ardimentosi piloti e… al nostro territorio

di Riccardo Massimiliano De Paoli

Il 3 giugno dell’anno 1911, mentre a Roma tutto era pronto per l’imminente inaugurazione del grande monumento a Vittorio Emanuele II, nel cielo di Maccarese apparve lentamente un piccolo monoplano Morane che, visibilmente in difficoltà, atterrò sobbalzando. Dall’aereo scese prontamente l’ardimentoso pilota: si trattava del francese André Frey, uno dei partecipanti al raid aereo Parigi-Roma-Torino, organizzato proprio in occasione del Cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Insieme ad altri undici piloti, Frey era partito dall’aerodromo parigino di Buc alle sei di mattino del 28 maggio ed era giunto a Pisa il 31. Ma costretto qui ad una sosta forzata, dopo essersi ferito leggermente e aver pure danneggiato l’aereo a causa di un brusco atterraggio, Frey poté ripartire solo all’alba del 3. Seguendo la linea ferrata sorvolò Palo alle 8,31, ma proprio sopra Maccarese il piccolo motore da 50 HP del suo veicolo ebbe tali problemi di lubrificazione da costringerlo ad un atterraggio di fortuna.

A proposito leggiamo il gustoso aneddoto che possiamo trovare sul numero de La Stampa Sportiva dell’11 giugno 1911 dal titolo “Piccoli episodi del grande raid”:

“Frey ha atterrato nella campagna romana perché il suo motore non funzionava più bene. Mancava forse di lubrificazione. Ma dove trovare dell’olio di ricino, l’indispensabile lubrificante pei motori di aviazione?

Accorrono dei villici di una vicina borgata. Frey domanda d’un droghiere, d’un farmacista che gli possa fornire il necessario lubrificante. Dopo affannose ricerche, il farmacista viene trovato fuori: un buon vecchietto, in papalina e occhiali e stanghette.

  • Vorrebbe?
  • Una ventina di litri d’olio di ricino! Presto… subito, che debbo ripartire per Roma.
  • Venti litri di olio di ricino? Ma lei signore è pazzo… Già, è un aviatore!
  • Ve li pago quanto volete. Ma presto, per carità!
  • … Mi rincresce, ma senza la ricetta d’un dottore io non posso assolutamente darle un purgante così forte.

E così fu che l’aviatore Frey perdette mezza giornata nella sperduta borgata della campagna romana”

Davvero un simpatico racconto che non corrisponde però appieno a quanto accadde: in realtà, in attesa dell’arrivo di una squadra di meccanici partita appositamente da Roma, Frey aveva preso un auto ed era a sua volta giunto in città per pranzare e studiare il percorso; tornato quindi a Maccarese ne era ripartito alle 18,25 ed era finalmente atterrato alle 18,50 nel campo di aviazione allestito per l’occasione ai Parioli.

Prima di lui, però, erano già arrivati altri due piloti: il vincitore del raid André Beaumont e, secondo, il ben più famoso Roland Garros; Frey dovette così accontentarsi del terzo posto e del relativo premio di 23 mila lire. Dopo di lui arrivò il solo René Vidart, mentre gli altri otto piloti furono tutti costretti al ritiro.

Secondo quanto previsto dagli organizzatori, gli aerei sarebbero dovuti ripartire il 10 giugno verso Torino a completamento del raid, ma dei quattro piloti rimasti in gara il solo Frey accettò. Alzatosi in volo all’alba del 13, precipitò però poco dopo a causa della nebbia a Macchia Grande, presso San Martino al Cimino; rimasto per dodici ore senza soccorsi, ferito in più parti, fu ricoverato per circa un mese all’ospedale di Ronciglione. Il suo tentativo di raggiungere Torino, pur fallito, gli fruttò un ulteriore premio di diecimila lire e la consegna il 30 settembre nel municipio di Torino di una preziosa medaglia d’oro coniata dalla ditta Musy a ricordo della temeraria impresa. Il Re d’Italia inviò poi all’aviatore francese una lettera di felicitazioni, nominandolo cavaliere dell’Ordine della Corona.

André Frey era nato a Tours il 21 gennaio 1886 e aveva svolto il servizio militare come pilota di aerostati a Versailles; avuto il battesimo dell’aria nel 1909, il 10 giugno 1910 aveva ottenuto il brevetto francese di volo n. 93. Da quel momento era iniziata per lui una carriera molto breve, ma ricca di successi: già poche settimane dopo aver conseguito il brevetto, tra la fine di luglio e i primi di agosto, aveva partecipato ad una manifestazione aerea all’aerodromo Pineta di Pescara, che ebbe uno straordinario successo.

Gli anni 1910-1912 lo videro protagonista di molte gare in tutta Europa e anche negli Stati Uniti: ricordiamo in particolare il raid Milano-Bologna-Venezia-Rimini-Bologna, svoltosi dal 17 al 20 settembre 1911 e che concluse come primo pilota civile dopo tre militari italiani, pur avendo pilotato con le stampelle, perché ancora reduce dall’incidente occorso durante lo sfortunato volo verso Torino. Nell’estate del 1912 partecipò  prima alle eliminatorie e quindi alla coppa Gordon Bennet disputatasi a Chicago, in rappresentanza della Francia;  il 13 luglio dello stesso anno stabilì a Reims il record mondiale di velocità ad una media di 142,800 km/h (percorrendo 200 km in 1h 24’ 25”).

Una così bella e avventurosa vita terminò però bruscamente il 21 novembre 1912, quando Frey precipitò col suo aereo da soli 50 metri di altezza a Mourmeion, presso l’aerodromo militare di Rouen, sotto gli occhi della moglie che lo seguiva in auto con alcuni amici e già lo aveva amorosamente curato nell’ospedale di Ronciglione: ma questa volta la caduta gli fu fatale e a neppure 27 anni si concluse la sua breve vita.

Questa è la biografia di Andrè Frey, uno dei grandi piloti dell’epoca eroica dell’aviazione, che, insieme a molti altri, pagò con la vita la propria temerarietà. Oggi il suo ricordo è quasi sfumato e solo una strada a lui intitolata lo ricorda nella città natale di Rouen. Ma grande fu la popolarità che ebbe in vita anche in Italia, soprattutto dopo  il raid Parigi-Roma-Torino, durante il quale avvenne il suo forzato atterraggio a Maccarese: grazie al quale questo “paese di febbri” improvvisamente ebbe l’onore delle prime pagine dei giornali sportivi di tutta Europa

In apertura, il pilota francese André Frey in una cartolina d’epoca (in possesso dell’Autore). Nelle altre foto, la medaglia coniata a Torino dalla ditta Musy padre e figli (da Ministero BBAACC, Memorie di Torino. Medaglie, gettoni e distintivi 1706-1970, vol.1, Istituto Poligrafico e Zecca di Stato, Monografie n.13, 1/2006, fig.65 p.133) e la copertina del Supplément Illustrè de Le Petit Journal dell’11 giugno 1911

Bibliografia

siti:

http://www.earlyaviators.com/efrey.htm

http://www.earlyaviators.com/ebeau4a.htm

http://aviation.maisons-champagne.com/dir.php?centre=04-bio-frey&menu=11

http://aeroplanedetouraine.fr/frey/

http://fandavion.free.fr/brevet_ANDRE%20FREY.htm

giornali:

Le Petit Journal dal 28 Maggio al 4 Giugno 1911; 22 Novembre 1912

Le Petit Journal Supplément Illustrè dell’11 Giugno 1911

La Stampa Sportiva del 28 Maggio, 4-11-18-25 Giugno, 1 Ottobre 1911 e 1 Dicembre 1912

Le Petit Parisien del 4 Giugno 1911 e del 22 Novembre 1912

frey-copertinafrey-medaglie