Federico Saliola è un famoso youtuber che è stato nostro gradito ospite a scuola per un appuntamento dal titolo “Professione Youtuber”. Ecco un resoconto dell’incontro in forma di intervista

La redazione

 

Sui tuoi profili ufficiali si leggono molte cose di te: attore, presentatore televisivo, speaker radiofonico, youtuber… Tu come preferisci essere definito?

Io onestamente preferisco esser definito proprio come c’è scritto nei miei canali. Iniziai da bambino a lavorare come comparsa nel cinema, per poi smettere, studiare recitazione e iniziare a lavorare in piccoli ruoli in film, fiction e spot TV.

Nasco come attore quindi. Poi, per uno scherzo del destino, conobbi da vicino, grazie a Carlo Conti, il mondo della conduzione (che sia televisiva o radiofonica) e me ne innamorai subito, forse anche più della recitazione.

Tra me e la conduzione diciamo che fu amore a prima vista. Forse la maggior parte delle volte non sembra, ma recitazione e conduzione sono due mondi completamente differenti.

Iniziai quindi, senza abbandonare il cinema, a presentare programmi su emittenti televisive e radiofoniche private, locali, intervistando politici, gente comune e imprenditori, intrattenendo o recitando scenette comiche insieme ai miei colleghi. Furono tutte bellissime esperienze, molto formative, che diedero inizio alla mia carriera.

Lo Youtuber è un lavoro arrivato successivamente, anche questo per caso, che mi da modo di realizzare quello ho in mente, dare vita al Federico autore/produttore, oltre che attore o conduttore, ed essere presente e attivo nella Rete.

Il web è un posto meraviglioso: regala a tutti la possibilità di esprimersi. Però, se proprio dovessi scegliere tra attore, conduttore o youtuber, penso che direi “attore”, ma soltanto perché sembra che, in questo periodo, sia l’unica parola che in qualche modo possa racchiudere le altre due.

Come hai cominciato la tua attività su Youtube?

È stato veramente il classico caso della vita pilotato dal destino. Dovevo iniziare, dovevo esserci, forse era scritto così.

Nel 2011 presentai a Striscia La Notizia l’idea (scritta) per un nuovo personaggio/inviato per la trasmissione, ma una persona interna Mediaset mi consigliò di realizzare proprio un servizio video, non un copione cartaceo, e inviarlo alla redazione. Contattai così un mio amico che realizzava filmati per matrimoni e realizzammo questo servizio fac-simile Striscia. Parlammo della chiusura di una strada di alto scorrimento a Roma, una traversa della Tiburtina.

Mentre eravamo in montaggio però notai che il servizio stava prendendo una forma comica e divertente (come sono, tra l’altro, alcuni servizi di Striscia); questa caratteristica mi fece scattare l’idea di realizzare proprio video comici e magari caricarli sul web (visto che in quel momento stava spopolando Youtube e nascendo Facebook).

Creammo i video, la pagina Facebook ed il canale YouTube. Tutto prese piede e tutto partì. Fu tutto un grande successo. Fu tutto così magico…

Per te Youtube – e, più in generale, gli short movie – è un punto di partenza o di arrivo?

Assolutamente di partenza, mai sentirsi arrivati…

Raccontaci brevemente come nasce un tuo video: tempi, modi, costi…

Intanto si deve avere l’idea e la forza per svilupparla. Il web, prima di essere un lavoro, è in qualche modo arte.

Questo è un lavoro che va inventato ogni volta, quindi purtroppo la prima parte è inquantificabile per quanto riguarda i tempi. Deve venire l’idea.

Quando poi si arriva all’organizzazione o alle riprese, potrebbero servirci anche 3 giorni di riprese per un video di neanche 4 minuti (a me è capitato). Tutto dipende dagli spostamenti durante le riprese (ad esempio interni o esterni, Roma o fuori Roma, notte o giorno, una distanza di anche 40/50 km tra una location e l’altra) o dalla difficoltà delle riprese (scene con animali, scene con pioggia, sparatorie, inseguimenti…) e poi il montaggio, che è la parte più impegnativa.

Purtroppo ogni video ha i suoi tempi e le sue difficoltà, ma dietro ad una parodia di 4 minuti, dall’idea all’upload sul web, potrebbe esserci il lavoro di anche una settimana.

Gli operatori, poi, costano più o meno 100 euro al giorno e il montaggio video 35 euro l’ora.

Quale è l’aspetto più difficile nel realizzare un video per la rete?

Inventarlo, avere l’idea giusta al momento giusto

 

Diceva il poeta Orazio “castigat ridendo mores”… è un po’ la filosofia che troviamo nei tuoi video, no?

Assolutamente sì, nei modi giusti si può dire tutto. Ogni artista comunica e denuncia a modo suo. Forse sdrammatizzando un problema, trasformandolo in musica, rendendolo orecchiabile, ironico e comico (stando attenti a non scendere nel ridicolo, banale o scontato) si arriva prima all’obiettivo e si rimane più impressi.

A fare lo youtuber si diventa ricchi… o no?

Si potrebbe diventare ricchi, sì. Questo è un lavoro che racchiude arte e imprenditoria e come in tutti i settori c’è la parte ricca e la parte non ricca, l’imprenditore ricco e l’imprenditore medio.

Bisogna essere molto molto bravi, avere fortuna, talento, perseveranza, capire bene cosa vuole la gente e circondarsi di persone valide. Nulla si crea da soli.

A quali modelli artistici ti sei ispirato?

Onestamente a nessuno, ho cercato sempre di fare tutto di testa mia. Sono cresciuto però con la comicità di Sordi, Verdone, Villaggio, Pozzetto, Montesano e Mr. Bean, mentre ascoltavo miliardi di volte le parodie di Radio Globo “Ostia Beach”, “Il Pulcino Pio”, “La Casilina”, “Vai Nando” e “Resto a Roma”. Forse, in qualche modo, un po’ tutto mi ha influenzato e formato.

Che cosa consiglieresti a un ragazzo che volesse diventare youtuber? Quali i passi principali da seguire?

Allora, numero uno: scegliere bene l’argomento che si vuol trattare: video comici? Trucchi per videogiochi? Video di denuncia? Video tutorial?

2 Stare attenti a quanti concorrenti ci sono già nel panorama della Rete con gli stessi argomenti. Se si ha un’idea innovativa, meglio ancora

3 Comprare un’ottima attrezzatura: computer, connessione ad internet e gli strumenti generali per il proprio lavoro, che variano in base a cosa si vuol caricare nel proprio canale.

4 Creare in qualche modo “il personaggio”

5 Farsi seguire da un esperto di web e social media manager

6 Avere molto coraggio, perseveranza e una corazza di ferro. Il pubblico del web è un pubblico molto vasto, anche troppo delle volte. Un personaggio presente sul web si trova dentro una vetrina mondiale ed è in qualche modo un personaggio pubblico, e come tale potrebbe ricevere commenti negativi, offese e insulti. Non si può piacere a tutti e come bisogna essere pronti ai complimenti bisogna essere pronti all’estremo opposto

7 Dietro qualsiasi tipo di video c’è un lavoro enorme e iniziare a fare questo lavoro significa mettere in moto una macchina molto molto grande

8 Prepararsi psicologicamente che, almeno all’inizio, non può essere un lavoro

9 Iniziare e non mollare mai

Quali i tuoi progetti futuri?

A breve girerò, sullo stile di “L’Ama non C’è”, una parodia sull’Atac, sulle buche di Roma e sui cinghiali. Poi altri video comici generali con diversi amici e colleghi attori. Vorrei anche spaziare verso la musica e creare almeno un paio di inediti musicali.

Grazie, Federico!

Grazie a voi!