Le persone sono come la musica, alcune sono pura poesia. Questo è il caso del gruppo Exafonix, diretto dalla professoressa Luana Pallagrosi

di Silvia Orani

 

Un gruppo diverso da quelli che i giovani sono soliti sentire, che vuole apportare novità e idee originali: ccosì viene definito il gruppo Exafonix dal proprio coach vocale Luana Pallagrosi.

Il 30 aprile presso la sala Ruspoli di Cerveteri vi è stata la prima edizione della rassegna corale primaverile, cui hanno partecipato 3 gruppi vocali, molto diversi tra di loro, ma tutti accomunati dalla stessa passione per la musica. Si tratta del gruppo vocale “Exafonix”, diretto dal maestro Luana Pallagrosi, docente del liceo linguistico del nostro Istituto, del Coro Diesis, diretto dal maestro Fabrizio Castellani, e infine – ma non meno importante – del Coro Green Voices diretto da Francesca Reboa.

È stata una serata piena di divertimento e di emozioni, infatti i gruppi sono riusciti con i loro talenti a intrattenere, divertire e a lasciare con il fiato sospeso il pubblico.

Ho avuto il piacere di partecipare, rimanendo molto colpita dalla bravura dei gruppi vocali, pertanto ho pensato di intervistare il “coach vocale” del Gruppo Exafonix, Luana Pallagrosi.

Buongiorno professoressa, volevo innanzitutto ringraziarla per aver concesso al nostro giornalino un po’ del suo tempo. Da dove è nata l’idea di formare un gruppo vocale?

L’idea mi è sempre piaciuta molto, essendo un appassionata di gruppi vocali americani e inglesi quali ad esempio The King’s Singers, The Swingle Singers e The Manhattan Transfer.

Dopodiché diciamo che da qualche anno dirigevo un coro numeroso, all’interno del quale c’era un piccolo gruppo di persone che aveva le potenzialità e la voglia di fare qualcosa di diverso, un pochino più sofisticato. Quindi da una costola di questo coro maggiore è nato, inizialmente come esperimento, il gruppo vocale Exafonix, che adesso sta prendendo abbastanza piede.

“Exafonix” : a cosa è dovuto questo termine?

Il termine deriva dal greco e significa sei: infatti inizialmente era questo il numero dei  componenti del gruppo, successivamente si è aggiunta una nuova unità alla compagnia. A quel punto ci siamo posti il problema del nome, però tutto sommato ci siamo detti che questo “Exa” poteva stare per Exagerate o qualcosa del genere, perciò abbiamo deciso di mantenere il nome così come era.

Come è nata questa passione per la musica?

Questa passione la nutro sin da bambina. All’età di cinque anni ho cominciato a studiare pianoforte, ho fatto un percorso classico e tradizionale, ritrovandomi infine al conservatorio. La preparazione accademica è andata a sovrapporsi a una passione che era familiare, dai racconti del nonno che suonava l’organetto nelle campagne, alla classica famiglia che in macchina cantava sempre. Questi due fattori molto diversi tra di loro si sono in qualche modo incontrati.

Perché scegliere un repertorio così vasto e particolare?

Beh, questo dipende da varie cose, da una parte è un gusto personale, perché sono particolarmente appassionata dai generi Gospel, Blues e Jazz, diciamo da tutta questa fetta di musica di matrice black, almeno dal punto di vista dell’origine.

Questa passione cerca sempre di coniugarsi con la voglia di portare qualche cosa sul mercato che non sia la ripetizione di ciò che si trova già in altri cori o gruppi vocali, manifestando possibilmente degli arrangiamenti originali.

Chi vi ha sostenuto di più in questa avventura ?

Innanzitutto ci siamo autosostenuti, ognuno di noi ha messo tutto quello che poteva mettere a livello di competenze, energia e risorse economiche. Non bisogna  inoltre dimenticare che abbiamo avuto un grande appoggio da parte del Comune di Cerveteri che ci ha fornito le sale prove,  fondamentali per la realizzazione dei nostri progetti e sinceramente non so se ce l’avremmo fatta senza questo grande aiuto.

La ringrazio professoressa per il tempo che mi ha concesso, ma soprattutto ringrazio lei e il suo gruppo per essere riusciti a trasmettere ai presenti la vostra passione, arrivando dritti al cuore. Le propongo di tenere aggiornato il nostro giornalino con il vostro calendario d’eventi, così che possiate  coinvolgere  una  sempre più ampia platea di pubblico.

Come disse Johan Sebastian Bach “Qualsiasi forma di musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori”. Per cui cari lettori, qualsiasi genere di musica deve essere apprezzata, non bisogna soffermarsi solo su ciò che già conosciamo ed è in voga. Nella vita bisogna essere curiosi, e chissà forse i vostri gusti nel corso del tempo potranno cambiare e apprezzare generi diversi che non sono all’ordine del giorno, almeno sul mercato discografico