In attesa dei 6 episodi della seconda stagione, previsti per il 2018, ripercorriamo la storia della famosa serie tv basata sull’omonimo best seller

di Flavia De Muro e Marta Rosa

13RW, la serie rilasciata con successo a marzo scorso da Netfilx, ha proposto un ritratto dei problemi e delle difficoltà della vita adolescenziale e delle loro possibili conseguenze

Suicidio, bullismo e violenza sessuale sono i temi principali affrontati dai tredici episodi in cui si svolge la storia, che vede come protagonista Hannah Baker, una diciassettenne americana che decide di togliersi la vita. La ragazza prima di compiere questo gesto estremo decide però di registrare su delle cassette le tredici ragioni che l’hanno spinta al suicidio

Lo scopo della serie è sicuramente quello di dimostrare senza giri di parole ciò che le persone possono fare ad un’altra, l’importanza che hanno le nostre azioni anche se non ce ne rendiamo conto e come il più piccolo gesto possa avere un impatto cruciale nella vita di qualcuno.

È questo l’effetto-farfalla, intorno al quale ruota il telefilm: un singolo battito di ali, in un punto preciso ad un dato istante può causare un uragano a milioni di chilometri di distanza.

Nonostante il suicidio sia il tema fondante del racconto, il vero punto di forza di ‘Tredici’ è la capacità di affrontare con spiazzante realismo il mondo degli adolescenti, soprattutto mettendo in scena quel miscuglio di forza e fragilità che li caratterizza. Ma non bisogna dimenticare il ruolo degli adulti in questa storia, i quali vengono descritti non come realmente sono, ma come vengono percepiti dai loro figli. Ulteriore pregio è dato dagli attori stessi e dalle loro capacità di interpretazione e immedesimazione, prima tra tutti Katherine Langford, interprete di Hannah, seguita da Dylan Minette, nei panni di Clay, pressoché perfetti nei loro ruoli restituendo con credibilità e naturalezza la solarità insistita e il dolore cupo di Hanna, nonché la timidezza repressa e la testarda voglia di reagire di Clay

Nonostante questo, la recitazione è stata da molti criticata per la sua sciatteria e lentezza; critiche infondate in quanto, ad un occhio più attento, questa risulta essere uno dei punti di forza della serie: la mancanza di pathos nei discorsi e il linguaggio apparentemente distaccato sono in realtà assolutamente voluti ed hanno l’intento di rendere al meglio l’ambiente scolastico in cui si trovano i personaggi.

Ai numerosi pregi, va però a sommarsi la mancanza di verosimiglianza, data dall’esagerazione e dalla drammaticità degli eventi e dei personaggi stessi

La serie ha riscosso un tale successo ed è stata sentita a tal punto dal pubblico da indurre alcuni fan a realizzare una petizione su change.org, nel quale viene proposta la visione di 13RV nelle scuole, al fine di sensibilizzare gli studenti e rendere più noti tali fenomeni

13 Reasons Why va quindi lodato per aver cercato di comunicare cose troppo spesso banalizzate, ma che banali non sono per i ragazzi di oggi e lo fa nel modo più diretto e comprensibile possibile